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Protocollo di Intesa tra l'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e la Federazione Italiana Sport Disabili Comitato Regionale Lazio



Roma, 18 Giugno 2003


Viste le Direttive Ministeriali nn. 292/90, 600/96, 463/98, che disciplinano ambiti e destinatari delle attività educative e formative in materia di "educazione alla salute";

Vista la legge del 5 febbraio 1992, n.104 in cui il portatore di handicap è stato definito come colui che ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva che provoca difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione tale da generare un processo di svantaggio sociale, ed in cui sono stati stabiliti i principi più importanti in merito agli obiettivi che si possono raggiungere;

Visto il D.P.R. del 10 Ottobre 1996, n. 567 così come modificato e integrato dal D.P.R. 9 Aprile 1999, n.156 e dal D.P.R. del 13 febbraio 2001, con il quale è stato emanato il regolamento che disciplina le iniziative complementari e le attività integrative nelle istituzioni scolastiche;

Visto l'art. 5 bis comma 2 del sopra richiamato regolamento, il quale prevede che "con decreto del Ministro della pubblica istruzione è istituito il Forum nazionale delle associazioni dei genitori maggiormente rappresentative, previ accordi con le medesime, al fine di valorizzare la componente dei genitori e di assicurare una sede stabile di consultazione delle famiglie sulle problematiche studentesche scolastiche;

Vista la Legge Delega del 15 Maggio 1997 n.59, e successive modifiche e integrazioni, in particolare l'art. 21, che disciplina l'autonomia delle istituzioni scolastiche al fine di perseguire con maggiore flessibilitá ed efficacia obiettivi di istruzione, educativi e formativi;

Vista la Legge n.285 del 28 Agosto 1997 recante disposizioni per la promozioni di diritti e di opportunitá per l'infanzia e l'adolescenza;

Vista la Legge n.440 del 18 Dicembre 1997 concernente l'istituzione del fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per interventi perequativi nella scuola;

Vista la Legge del 23 Dicembre 1997, n. 451, ed in particolare l'art.4, che prevede lo svolgimento da parte delle Regioni di misure di coordinamento degli interventi e di raccolta e di elaborazione dei dati relativi alla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza attraverso l'istituzione di Osservatori Regionali;

Visto il D.L.vo 12 del 31/03/1998 con cui, tra l'altro, si definiscono le competenze degli Enti locali relativamente alle attività scolastiche con riferimento anche a quelle sportive;

Vista la Legge dell'8 Novembre 2000, n.328 quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;

Visto il Protocollo di Intesa tra il MIUR e il CONI, siglato il 05/06/2002, che ha stabilito il nuovo quadro complessivo di riferimento per lo sviluppo di iniziative comuni.



Premesso


che si intende favorire l'applicazione dell'art.21 della L. 15 marzo 1997 n.59, per cui ogni scuola, tramite l'autonomia, interagisce da protagonista con le autonomie locali, i settori economici e produttivi, gli enti pubblici e le associazioni del territorio nonchè di perseguire la massima flessibilità e tempestività di iniziativa;

che tutto ciò che si svolge nelle istituzioni scolastiche sulla base di progetti educativi, curricolari e/o extracurricolari, deve considerarsi attività scolastica;

che l'insegnamento dell'educazione motoria, fisica e sportiva deve essere valorizzato per il ruolo educativo che svolge nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado;

che l'impegno degli insegnanti di educazione motoria, fisica e sportiva deve essere finalizzato alla partecipazione della totalità degli alunni, con particolare attenzione a quelli disabili;



Considerato


che l'opportunità di rafforzare ed ampliare le collaborazioni in atto nelle aree di comune interesse, in funzione della centralità dell'offerta educativa e formativa, si manifesta di massima importanza anche con riguardo ai settori sportivi specifici;

che è importante sostenere le istituzioni scolastiche nell'attuazione di iniziative autonomamente programmate o nella partecipazione ad iniziative concordate;

che è fondamentale sviluppare la cultura del dialogo con le famiglie degli studenti per potenziare l'azione educativa e formativa dell'istituzione scolastica;

che l'arricchimento in itinere dei piani di studio nella prospettiva del riordino dei cicli potrà prevedere specifici moduli aggiuntivi di Attività Fisica e Sportiva Adattata agli alunni in funzione della tipologia di handicap, anche in orario extra-curricolare;

che l'adozione di un sistema di certificazione dei percorsi formativi centrato sulla modularità del curricolo e sull'adozione dei piani di studio, anche individuali che prevedano crediti formativi ed unità capitalizzabili consentirà di integrare e di esplicitare gli apporti dell'attività sportiva alla crescita civile, umana e culturale anche degli studenti diversamente abili;

che è importante costituire un forte coordinamento operativo, all'interno di un contesto di nuove relazioni istituzionali ed in stretta connessione con le politiche territoriali, per favorire la crescita motoria e sportiva del ragazzo disabile;

che il Consiglio d'Europa ha adottato delle misure a favore dello sport per i portatori di handicap;



Tanto premesso e considerato stipulano il seguente accordo



Art. 1


Il presente accordo intende promuovere e sviluppare un'azione coordinata e sistematica tra l'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e la Federazione Italiana Sport Disabili - Comitato Regionale Lazio per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. effettuare uno screening regionale sulle diverse tipologie di disabilità ;
  2. creare una banca dati territoriali che premetterà una maggiore conoscenza delle esigenze degli alunni disabili al fine di organizzare una adeguata partecipazione di tali alunni ai Giochi Sportivi Studenteschi;
  3. avviare un'indagine sulla realtà della pratica motoria e sportiva da parte dei portatori di handicap anche per verificare le eventuali ricadute positive sugli apprendimenti;
  4. favorire la realizzazione di progetti elaborati dalle istituzioni scolastiche centrati sulle attività ludico-motorie e sportive, con risvolti interdisciplinari, tesi a coinvolgere i docenti di educazione fisica, di sostegno e di altre materie, per favorire una più efficiente integrazione degli alunni diversamente abili;
  5. produrre, anche attraverso accordi con le associazioni presenti nel territorio, un'azione di sensibilizzazione e informazione delle famiglie sul valore di una pratica sportiva ed educativa adatta all'età e ai bisogni degli allievi;
  6. realizzare manifestazioni ludico-sportive da svolgersi con continuità nelle scuole ma anche all'interno di altre strutture territoriali messe a disposizione dalle altre Amministrazioni presenti nel territorio in modo che diventino esperienze fortemente integrative;
  7. avviare iniziative sperimentali volte a realizzare interventi di Attività Fisica e Sportiva Adattata ai portatori di handicap, anche in orario extracurriculare, con l'intento di migliorare le possibilità operative dei disabili anche durante attività sportiva organizzata;
  8. realizzare pacchetti multimediali rivolti alla formazione e all'aggiornamento dei docenti di educazione fisica e tecnici sportivi per l'Attività Fisica e Sportiva Adattata riconosciuti dalla FISD e dal CONI.


Art. 2


L'Ufficio Scolastico Regionale s'impegna:
- ad assicurare la diffusione delle iniziative presso le scuole;
- a pubblicizzare sul sito le iniziative concordate;
- a stabilire i contatti con le scuole indicando le modalità di partecipazione delle stesse;
- a partecipare ai gruppi di lavoro che saranno costituiti per la programmazione delle attività o per la elaborazione di iniziative proposte dalla FISD;
- a favorire la partecipazione dei docenti delle scuole ai corsi di formazione e/o aggiornamento.

Il Comitato Regionale della FISD s'impegna:
- a predisporre un progetto finalizzato all'attività sportiva scolastica dei soggetti portatori di Handicap;
- a mettere a disposizione le proprie risorse per realizzare le iniziative concordate;
- a collaborare fattivamente alla predisposizione di pacchetti formativi rivolti ai docenti, studenti e genitori;
- a curare l'elaborazione di ulteriori nuovi materiali e supporti didattici, cartacei e informatici;
- a individuare percorsi e attività relativi alle varie discipline sportive e per le diverse tipologie di disabilità.



Art. 3


Per il raggiungimento degli obiettivi previsti all'art. 1, e al fine di coordinare gli interventi nei relativi ambiti, le parti convengono di costituire un gruppo operativo istituito con decreto, composto dal Direttore Generale o da un suo delegato e da tre esperti dell'Amministrazione, dal Presidente del Comitato Regionale FISD o da un suo delegato e da tre esperti specifici per ciascuna delle tre disabilità (sensoriale, fisica e mentale).

Per le esigenze operative a livello territoriale il Direttore Generale dell'U.S.R. e il Presidente Regionale della FISD potranno indicare due delegati territoriali come loro rappresentanti.



Art. 4


Il gruppo operativo previsto al precedente art. 3 provvederà alla definizione di un piano d'azione e di interventi con relative priorità; tale piano dovrà essere realizzato sia a livello regionale che territoriale, nel rispetto delle differenze ed esigenze locali, senza trascurare il coinvolgimento delle scuole non statali.



Art. 5


Il presente Accordo ha durata triennale, dalla data di sottoscrizione, e si intende tacitamente rinnovato, per una durata pari a quella iniziale. Le Parti convengono comunque, la possibilità reciproca di dare disdetta anticipata del presente accordo con semplice comunicazione scritta all'altra.




Il Direttore Generale
Francesco De Sanctis

Il Presidente del Comitato Regionale
Pasquale Barone

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