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08/11/2011

LUTTO NEL MONDO DELLO SPORT PARALIMPICO PER LA SCOMPARSA DI ROBERTO MARSON

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Cordoglio per la scomparsa di Roberto Marson, pioniere dello sport paralimpico e grande atleta. Lutto per il Comitato Regionale CIP Lazio e il presidente Pasquale Barone che partecipano con commozione al dolore della famiglia per l'improvvisa morte del grande sportivo, solido pilastro della Società ASCIP, che da anni collaborava con il Comitato e con tutto il movimento sportivo disabile. Marson, scomparso il 7 novembre, è stato uno dei più importanti dirigenti sportivi italiani: grazie al suo impegno infatti è nata nel 1980 la FISH, Federazione Italiana Sport Handicappati, che nell'81 il Coni ha riconosciuto come Federazione aderente e nell'87 quale Federazione effettiva, con lo stesso Marson membro del Consiglio nazionale con diritto di voto. Ma Roberto Marson è stato anche un grande atleta paralimpico, vincitore di ventisei medaglie, di cui sedici d'oro. Una carriera da vero fuoriclasse che alla Paralimpiade del 1968 a Tel Aviv ha vinto 10 medaglie d'oro, 2 d'argento e una di bronzo in tre sport diversi (scherma, nuoto e atletica) gareggiando anche nella categoria basket in carrozzina. Una polivalenza che gli è valsa anche il titolo di miglior atleta dei Giochi.

Nato a Pasiano di Pordenone il 28 giugno del 1944, a sedici anni mentre lavorava per un'impresa edile gli crolla un muro addosso. A seguito di questo incidente, rimasto paraplegico, durante la riabilitazione al Centro Paraplegici di Ostia, gestito dall'INAIL, conosce il professor Maglio, "padre" dello sport per disabili in Italia, ed inizia la sua carriera atletica. Un amore per lo sport a trecentosessanta gradi: dalla scherma, alla canoa, dal nuoto all'atletica, senza dimenticare i tanti sport che per primo sperimenta come il pentathlon, che gli da i primi successi internazionali a Stoke Mandeville. Dal 1980 al 2004 ha partecipato a sei edizioni dei Giochi Paralimpici invernali, ottenendo 41 titoli. Un grande sportivo e un grande dirigente, ma soprattutto un grande uomo, la cui scomparsa è sentita con commozione da tutto il mondo sportivo. Mancherà a tutti la sua forte presenza, la grande umanità, l'enorme generosità e il suo smisurato impegno che ha contribuito in maniera significativa alla crescita e all'integrazione delle persone disabili.